domenica 7 febbraio 2010

2010, Bordeaux, FEI Show Jumping, Che strage! Chi ha vinto? Ho Visto in TV.






(Nelle foto e nell'ordine: i primi tre classificati)


Mi è sorto un dubbio, ma “un centesimo di secondo” …, quanto vale un centesimo di secondo? Se 10 centesimi di secondo sono equivalenti ad uno (uno di numero) sbattere di ciglia e palpebre, 1 centesimo di secondo, quant’è? Vabbè, và … la matematica oggi non è il mio forte … Bordeaux, è il secondo anno, credo, che organizza una tappa indoor di Coppa Del Mondo. Siamo alla volata per le qualifiche alla Finale della Coppa, gareggiare in Francia è un po’ come “laurearsi” in Equitazione. Mentre Michel Robert e Roger Yves Bost si contendono il titolo di Magnifico Rettore della Sorbona Equestre, tra i moschettieri Kevin Staut, Thimotee Anciaume, Patrice Delaveau e Penelope Leprevost si era aperta la competizione a chi si aggiudica la cattedra d’insegnamento. Italiani? Non li hanno fatti vedere … Inglesi? Qualcuno, per es. un tale Michael Whitaker … Per la Germania? Non c’è male a squadrone: Ludger Beerbaum, i Marco/us (Kutcher ed Ehning) Weishaupt, ecc. Al pari degli italiani, non si sono visti gli orientali … Per la Rubrica “ I Direttori di Campo”, il Sindacato dei Cavalli ha censurato il Percorso, Cavalieri Blasonati e Docenti del Corso di Equitazione sono arrivati alla … frutta! In poche parole, su circa quaranta binomi … solo 2 si sono qualificati al Barrage … Che strage! Non avevo mai visto in Gran Premio rompersi una barriera per … le volte che è caduta. Pensavo tra me e me: siccome l’ordine d’ingresso in campo è comunque influenzato dalla classifica mondiale, più andiamo avanti nella gara, finalmente entreranno i cavalieri che faranno zero: all’anima! Solo i due di cui sopra. N. 1 oxerone a galoppo sinistro, sul lato lungo, a circa 5 metri dalle tribune, a circa quattro/cinque tempi di galoppo dal lato corto. Per un 2 che si trovava in linea spezzata a sinistra, da raggiungere in 6/7 tempi, oxer anche questo, un po’ trasparente, cancelletto bianco e barriere di un azzurro sbiadito … della serie “al Comitato Organizzatore erano finiti i soldi per una mano di vernice ….”. Lato corto di respiro, diagonale, quasi immediatamente, verticale di precisione che più storto non ci potevi arrivare, quattro tempi per una doppia gabbia che solo in 5/6 hanno superato indenni da errori. Sarò breve, andiamo alla linea finale, quella dell’ecatombe: gabbia, ingresso di oxerone su fosso a pochi metri dall’angolo, un tempo verticale, più vuoto che trasparente, tre tempi, altro verticale … di un rosso da mazzata in fronte … più riempitivo il cancelletto abbastanza diradate le barriere sovrastanti, 6 tempi in linea spezzata per un oxerone verde pisello …. E ci credo, dopo un percorso del genere, ti mancavano solo i sorci verdi …. Altra strampalata del Direttore di Campo, mettere una triplice a pochi metri dalle tribune, da fare in “cambiamento mezza volta”, praticamente io dico “galoppando, galoppando, come se niente fosse …” A qualche cavallo gli è venuto l’infarto quando ha visto quella triplice all’improvviso … Non posso fare a meno di dirvene un’altra: muretto fronte stretto, colore arancione, praticamente senza pilieri/ripari, al centro del muretto, un buco raffigurante un cavallino … che ci era passato di traverso … Io? Mi sono fatto le flebo per le volte che ho visto strattoni e sgambate … senza flebo non sarei riuscito a vedere il barrage … Nessuno ha avuto 18, la media oscillava tra 12 e 16, mica sto parlando di voti universitari … sto parlando di penalità. Insomma due al Barrage, chi erano? Philipp Weishaupt su Catoki e Marcus Ehning su Leconte. Della serie: uber alles, la Germania in cattedra alla Sorbona, pardon a Bordeaux. Mai visto una gara così importante che rischiasse di non far svolgere il barrage. Più breve di così non posso, il barrage? Tutte curve strette e linee lunghe e galoppabili. Entra per primo Wheishaupt, che fare? Quando ha potuto ha galoppato, quando ha dovuto si è stato accorto, ma una barriera è caduta lo stesso. Ora tocca a Marcus Ehning. Marcus è dell’idea di fare una gara accorta, gli basta o basterebbe un netto? Mentre ci sta ancora pensando … cade una barriera, che resta da fare? Correre! Si accende la gara, il pubblico da sopito per un presunto risultato scontato si sveglia per incitare, ce la fa o non ce la fa? Ah, uomini di cavalli e di poca fede, mai darsi per vinti: Chi ha vinto? Ho visto la mano di Weishaupt sbandierare verso l’avversario mentre con lettura labiale intuivo che diceva “Chillu pilu russ’ e mal’incavat’” ma l’avrà detto in napoletano o tedesco? Ha vinto per un 0,01 di secondo. Volete sapere quanto vale un centesimo? 13.500 euro di differenza … Weishaupt sta ancora reclamando che la larghezza del piede di Leconte non è regolamentare …...



RESULT:1, Leconte (Marcus Ehning) Ger 0/4 39.36; 2, Catoki (Philipp Weishaupt) Ger 0/4 39.37; 3, Katchina Mail Normandie (Patrice Deleveau) Fra 4/66.01; 4, Winningmood (Luciana Diniz) Por 4/68.17; 5, Cash (Marco Kutscher) Ger 4/68.55; 6, ideal de la Loge (Roger-Yves Bost) Fra 4/69.12; 7, Louis IV (Beat Mandli) Sui 4/69.98; 8, Ulysse (Pius Schwizer) Sui 8/65.18; 9, Silvana (Kevin Staut) Fra 8/65.66; 10, Quarco de Kerambars (Rik Hemeryck) Bel 8/67.06; 11, Cevo Itot du Chateau (Edwina Alexander) Aus 8/68.29; 12, Lamm de Fetan (Timothee Anciaume) Fra 8/69.64; 13, Tinky Winky (Leon Thijssen) Ned 8/70.80; 14, Gabelou des Ores (Stephan Lafouge) Fra 12/66.17; 15, All Inclusive NRW (Denis Lynch) Irl 12/66.20; 16, Tresor (Steve Guerdat) Sui 12/66.78; 17, Exquis Oliver Q (Harrie Smolders) Ned 12/67.86; 18, GIG Amai (Michael Whitaker) GBR 12/68.29; 19. L'Espoir (Geir Gulliksen) Nor 12/68.84; 20, Isaac du Jonquet (Mikael Forsten) Fin 12/69.17. Full results at: www.scg-nl.nl


ROLEX FEI WORLD CUP™ JUMPING - Standings after Round 10 at Bordeaux, France:
1. Marcus Ehning - 64
2. Eric Van der Vleuten - 57
3. Pius Schwizer - 57
4. Philipp Weishaupt - 57
5. Jessica Kuerten - 53
6. Kevin Staut - 53
7. Marco Kutscher - 52
8. Penelope Leprevost - 47
9. Ludger Beerbaum - 46
10. Patrice Deleveau - 44
11. Natale Chiaudani - 43
12. Rodrigo Pessoa - 41
13. Daniel Etter - 40
14. Beat Mandli - 40
13. Edwina Alexander - 40
16. Michael Whitaker - 39
16. Svante Johansson - 39
17. Albert Zoer - 34
19. Luciana Diniz - 32
20. Timothee Anciaume - 30

domenica 31 gennaio 2010

2010, Zurigo, FEI World Cup Show Jumping, Chi Ha Vinto? Toh! Chi si rivede? Ho Visto in TV






Zurigo ve l’ho già descritta altre volte, comunque è uno splendido indoor, tribune alte assai, ho l’impressione che il campo sia abbastanza grande per essere un indoor, sabbia che “mi piace a me” e non solo a me. Anche quest’anno gli ostacoli hanno già perso l’aria natalizia e pensare che fuori c’era la neve (lo so grazie alle inquadrature)! Stranamente per me, continua la saga dei grandi assenti, per es. i Whitaker, i Beerbaum, ecc Di nuovo stranamente per me, i cavalli in campo si stavano ancora asciugando il sudore del Gran Premio di Domenica scorsa a Lipsia, vedi Libertina e Plot Blu. Tra i presenti Albert Zoer su Sam, poiché con Oki Doki non si era messo d’accordo sulla razione delle carote, quest’ultimo dovrebbe aver cambiato padrone, così come pare Tomboy di Eric Van Der Vleuten: ‘sti cavalieri che non vogliono riconoscere gli aumenti salariali … Sindacato, dov’è il sindacato? Non si trova mai quando serve!” Per la Rubrica “I Direttori di Campo”: pigliate ‘na pasticca che ti passa il mal di capo, Michel Robert non ha fatto in tempo a prenderla che ha lasciato 3, dico tre, barriere per terra! Nella mia memoria, ci vorrebbero non so quante gare per vedere tre barriere di questo cavaliere ! Cerco di essere rapido: Galoppo destro, n.ro 1 e 2, sotto le tribune, a 6 tempi di distanza, mezza volta oxerone n.3, ma la difficoltà era che. per girare, i cavalieri erano costretti ad evitare un altro ostacolo più facile da inquadrare e ciò deconcentrava i cavalli stessi prima di arrivare all’oxer. Si proseguiva per una linea spezzata su una gabbia di verticali su fosso. Lato corto per respirare, diagonale a galoppo sinistro per una linea niente male (se la trovo in Italia, cionco il Direttore di Campo che la mette): triplice, alta e profonda assai, se facevi in tempo a rimetterti in sella, in tre tempi … verticalino fronte stretto di tavoline bianche … che ti veniva più voglia di passarci attraverso che saltarle. Per renderle più irrorabili, tra l’ultima e la penultima barrierina, 10 cm di vuoto. A dire la verità, mi aspettavo più vaffa, meglio così. Si proseguiva per una linea spezzata che tutti hanno fatto senza grosse difficoltà. Lato corto per respirare, diagonale a galoppo destro per una doppia gabbia, ostacolo più errorabile di tutto il percorso (… e direi …) Dopo un po’ di respiro, ma poco però, oxerone di quelli … stratosferici, linea spezzata per un muretto presunto errorabile con i buchi, tanto da farlo assomigliare a quello di plastica dei parchi per farlo “scalare” ai bambini. Galoppo destro per affrontare una specie di rustico ben inchiodato (quanti l’hanno toccato, non è mai caduta la barriera), che ti immetteva sotto la tribuna per un oxer con le piante incorporate all’interno. Qui i vaffa si sono sprecati, sarà stata la voglia di mangiarsi qualche foglia insomma, parecchio errorabile. Per finire, quattro tempi ed altro oxerone, l'ultimo. Barrage interessante. Il n.ro 1 al contrario, l’oxerone stratosferico di cui sopra e fino a qui … Adesso ti attendeva un ostacolo aggiunto, curva ‘a ‘recchia ‘n terr' a mano destra, gli ultimi due elementi della doppia gabbia di cui sopra, curva ‘a ‘recchia n'terr' a mano sinistra, per infilarti tra i due elementi della gabbia, dove trovavi quelle tavoline … belle assai, la linea spezzata come sopra e dieci, dico 10, secondi circa di galoppata per l’ultimo oxerone, della serie “o la va o la spacca!”.Quei “dieci secondi circa” significava se mettevi il turbo: Nove secondi era meglio! Jessica Kurten non bissa il successo dello scorso anno, Hugo Simon si accontenta di accedere al barrage, nel senso che ci ha provato ed ha lasciato due barriere giù, Jeroen Dubbeldam non riesce ad essere proprio velocissimo. S’infiamma l’arena di Zurigo quando bissa il doppio zero dello scorso anno la svizzera Clarissa Crotta con Westside v. Meerputhoeve. Spegne l’entusiasmo del pubblico casalingo Svante Johansson con Saint Amour, in realtà con un percorso perfetto. Saint Amour spiega quali sono le leggi della gravità e della generosità secondo i cavalli, lui che le sommità degli ostacoli … le vede da sotto. Per un altro Toh chi si rivede e già c’era a Lipsia, passa al comando Lars Nieberg con Levito e sale l’attesa … per chi? Chi vorreste essere voi? Siamo a Zurigo, purtroppo non è andate bene per Beat Mandli, Daniel Etter e neppure per Pius Schwizer … non è rimasto altro cavaliere che Steve Guerdat: primo! Giro a razzo e ne valeva la pena rischiare, diamine bisognava difendere l’onore di casa! Pure lui, mica lo vedevo tanto spesso ultimamente ….

(Nelle foto Steve Guerdat, Lars Nieberg e Svante Johansson)


Roberto Bellotti





Result:1, Tresor (Steve Guerdat) Sui 0/0 35.93; 2, Levito (Lars Nieberg) Ger 0/0 36.70; 3, Saint Amour (Svante Johansson) Swe 0/0 38.20; 4, BMC Van Grunsven Whisper (Jeroen Dubbeldam) Ned 0/0 38.39; 5, Westside v. Meerputhoeve (Clarissa Crotta) Ita 0/0 38.63; 6, Lamm de Fetan (Timothee Anciaume) Fra 0/4 36.22; 7, Cantus (Niklaus Schurtenberger) Sui 0/4 44.47; 8, Louis IV (Beat Mandli) Sui 0/8 36.0; 9, Ukinda (H Simon) Aut 0/8 38.63; 10, Ideal de la Loge (Roger Yves Bost) Fra 1 flt.
Full results at: http://eventcontent.hippoonline.de/458/458zeitplanDEU.htm


ROLEX FEI WORLD CUP™ JUMPING - Standings after Round 9 at Zurich, Switzerland:
1. Eric van der Vleuten - 57
2. Jessica Kuerten - 53
3. Pius Schwizer - 48
4. Penelope Leprevost - 47
5. Ludger Beerbaum - 46
6. Kevin Staut - 45
7. Marcus Ehning - 44
8. Natale Chiaudani - 43
9. Rodrigo Pessoa - 41
10. Daniel Etter - 40
11. Marco Kutscher - 40
12. Philipp Weishaupt - 40
13. Michael Whitaker - 39
14. Svante Johansson - 39
15. Edwina Alexander - 34
16. Albert Zoer - 34
17. Beat Mandli - 30
18. Patrice Deleveau - 29
19. Ben Maher - 28
20. Dermott Lennon - 28
21. Lars Nieberg - 27
22. Steve Guerdat - 26

domenica 24 gennaio 2010

2010, FEI Show Jumping, La Tappa di Lipsia, Quanti binomi! Chi Ha Vinto? Ho visto in TV.







Lipsia , Germania , certamente un appuntamento da non perdere, in effetti si sono visti tanti binomi, o la televisione oggi è impazzita o sarà l’evento, insomma, ho perso il conto di quanti binomi ho visto. Per l’Italia? Non c’era Chiaudani, però c’era Piergiorgio Bucci. Dire che c’erano tutti i binomi più importanti no, però quasi sì. Oggi mia moglie non capiva se stessi strillando per il Napoli calcio o, appunto, per i cavalli ed è venuta a controllare: “Ok! Hai l’equinite (passione per i cavalli con febbre da cavallo)! Oggi per davvero ho fatto tifo da stadio sulla mia povera sedia, trasformata in cavallo. Sbattevo tanto i piedi sul pavimento ad ogni salto, tanto  che l’inquilino del piano di sotto credeva che veramente ci fossero i cavalli in casa mia! Per un netto, ho esultato contemporaneamente al secondo gol del Napoli:  Allora mi ha perdonato, senza sapere che stavo guardando qualche altra cosa in TV! Ok, passo indietro, torniamo a Lipsia: indoor abbastanza classico, né troppo piccolo, ma nemmeno tanto grande, diciamo delle dimensioni giuste, diamine siamo in Germania! Mi pare che, nella precedente tappa tedesca, notai che la sabbia non fosse proprio di quelle alla moda. Questa volta, invece, ho visto un bel colorito. Ostacoli di colori che non davano troppo nell’occhio, fossero stati più colorati, mi sarebbero piaciuti di più. Chi aveva vinto l’ultima tappa? Ah, sì un giapponese. Il primo ad entrare in campo, su un percorso da baracche, il cinese Kenneth Cheng e subito ha fatto percorso netto: “ah, ma allora ditelo, qua il baricentro dell’equitazione si sta spostando …” Qual è il primo cavaliere per il quale ho tifato? Erano almeno sette anni che non lo vedevo, se non erro. Indizi? Certamente ha una certa età. Pensate, se ricordo bene, è stato il primo vincitore in assoluto di una finale di Coppa del Mondo FEI! È bello sapere che finché c’è vita, c’è speranza di approdare ad una certa età in una 160 cm! Scherzo, ovviamente. Altro indizio, l’ultimo cavallo che ha montato prima di questo? Ha collezionato tante di quelle vittorie che quel cavallo era un Extra Terrestre di nome e di fatto: infatti si chiamava E.T. Pensate un po’, il binomio si è esibito ai WEG di Roma del 1998! Vabbè và, ve lo dico Hugo Simon. Peccato per quella barriera all’ultimo salto, con questo nuovo cavallo. Però sono convinto che lo rivedremo e con soddisfazioni maggiori, la classe? Non è acqua. Un altro “Toh! Chi si rivede?” Però più giovane del precedente. Gerco Schroder. Cavalli Italiani? Nemmeno l’ombra, però i nomi italiani piacciono molto, a me poi questo nome piace molto: Napoli du Ry, del francese Simon Delestre. Sarò di parte, ma questo cavallo si farà notare ed anche in fretta. Tra i “Toh! Chi si rivede!” ed i nomi italiani, spunta Libertina di Jessica Kurten e già so per chi fare il tifo in barrage, oltre a Piergiorgio Bucci con Kanebo, ovviamente. Germania al gran completo in barrage e con che binomi: Ludger Beerbaum con Couleur Rubin, Marco Kutscher con Cornet Obolensky, Markus Ehning con Plot Blu, bastano? Michael Whitaker in gran forma, ma non accede al barrage, così come Albert Zoer, Leopold Van Asten, Judi-Ann Melchior, Ellen Whitaker, Kevin Staut, ecc. Altro binomio per cui ho fatto il tifo? Penelope Leprevost con Mylord Carthago, anche lei in barrage. Insomma, un barrage da 13 binomi. Com’era il barrage? N.ro 1, al galoppo sinistro, a quasi la metà del lato corto, poi galoppata a cercare il n.ro 2, di fronte al pubblico, al termine della diagonale sinistra, poi galoppata in curva, il lato corto, per cercare di affrontare senza interruzioni, un Oxerone n.ro 3, a seguire una presunta (presunta perché nessuno l’ha fatta) linea spezzata per il verticale ma alto assai, n.ro 4. Girare attorno al n.ro 1, alla ricerca del n.ro 5, falso largo, che si trovava perpendicolarmente tra i due elementi della gabbia, n.ro 6, e cioè, bisognava vedere chi girava più stretto per affrontare il primo elemento della gabbia, guarda caso un oxerone… Dopo la gabbia, che riportava all’altezza del n.ro 1, girargli attorno per la galoppata a cercare l’ostacolo finale, l’oxerone n.ro 7. Entra subito il cinese Kenneth Cheng, della serie chi va paino va sano e va lontano, ma la barriera cade lo stesso. Qualcuno comincia correre e ci lascia lo zampino, pardon la zampa di cavallo su una barriera. A Kanebo, sotto Piergiorgio Bucci, non gli piace il n.ro 2 e rifiuta. Riparte e non fa altri errori, peccato! Cominciano ad arrivare i netti ed i tempi veloci. Philipp Weishaupt indica la strada più breve: subito dopo la gabbia, s’infila in uno spiraglio prima dell’ostacolo n.ro 1, che a lui riesce facile per la morfologia e la qualità del cavallo (Catoki) e va al comando. Si accende la gara e parte la caccia al tempo più breve. Non tutti riescono a girare nello spiraglio, pertanto l’alternativa è galoppare per tutto il percorso: Ludger Beerbaum, quinto. Va meglio Penelope Leprevost, pensate che per entrare a tutti i costi in quello spiraglio, è costretta anche a fermarsi e ripartire, ciò nonostante, il tempo è buono: terza. La supera una Edwina Alexander in gran forma: seconda. Non c’è riuscito Markus Ehning, con lo stesso intoppo, ma ce la fa ad arrivare almeno quarto. Chi tocca nun se n'grugna! Ce la farà a girare in quello spiraglio? Il problema non se l’è posto proprio, il rischio di intopparsi su quel n.ro 1 troppo a ridosso del secondo elemento della gabbia non le va a genio. Le galoppate finali sono la sua specialità, tanto la distanza la mette il cavallo da solo! Se Ludger avesse avuto una esitazione mancante, non era proprio detto che arrivava dietro a chi aveva scelto la scorciatoia. Altra idea: e se esistesse un’altra scorciatoia? Purtroppo le telecamere non hanno ripreso bene la continuità del percorso, ma io ho questa impressione perché ho visto il binomio arrivare angolato al n.ro 2. Quindi scorciatoia per scorciatoia (tratto 1-2 contro tratto 6-7). A questo punto, per vincere, basta innestare l’ultima marcia (trionfale) per galoppare a tutta velocità e senza esitazioni: Netto in 40,52 contro 40,71! Ecco perché esaltavo, sbattendo i piedi sul pavimento! “Scusi buon uomo, ma chi ha vinto?” Per chi facevo il tifo io? Jessica Kurten su Libertina! N.B. Ai primi tre posti tre donne. Nelle foto Jessica Kuerten, Edwina Alexander, Penelope Leprevost e Markus Ehning


Roberto Bellotti



Result: 1, Castle Forbes Libertina (Jessica Kuerten) Irl 0/0 40.52; 2, Cevo Itot du Chateau (Edwina Alexander) Aus 0/0 40.71; 3, Mylord Carthago (Penelope Leprevost) Fra 0/0 41.13; 4, Plot Blue (Marcus Ehning) Ger 0/0; 5, Couleur Rubin (Ludger Beerbaum) Ger 0/0 41.96; 6, Catoki (Philipp Weishaupt) Ger 0/0 42.21; 7, Levito (Lars Nieberg) Ger 0/0 42.98; 8, Ashleigh Drossel Dan (philipp Lever) Aus 0/0 45.04; 9, Jockey Club Can Do (Kenneth Cheng) HKG 0/4 42.75; 10, Coeur de Lion (Max Kuhner) Ger 0/4 43.84; 11, Cornet Obolensky (Marco Kutscher) Ger 0/4 44.12; 12, Winningmood (Luciana Diniz) Por 0/4 46.83; 13, Kanebo (Piergiorgio Bucci) Ita 0/6 58.31; 14, Napoli du Ry (Simon Delestre) Fra 0/8 41.08; 15, Svante Johansson) Swe 0/8 46.74; 16, Eurocommerce New Orleans (Gerco Schroder) Ned 0/8 52.05.




ROLEX FEI WORLD CUP™ JUMPING - Standings after Round 8 at Leipzig, Germany:


1. Eric Van der Vleuten - 57
2. Jessica Kuerten - 51
3. Pius Schwizer - 48
4. Penelope Leprevost - 47
5. Ludger Beerbaum - 46
6. Kevin Staut - 46
7. Marcus Ehning - 44
8. Natale Chiaudani - 44
9. Rodrigo Pessoa - 41
10. Daniel Etter - 40
11. Marco Kutscher - 40
12. Philipp Weishaupt - 40
13. Michael Whitaker - 39
14. Edwina Alexander - 34
15. Albert Zoer - 29
16. Patrice Deleveau - 29
17. Patrick McEntee - 28
18. Dermott Lennon - 28
18. Ben Maher - 28
20. Svante Johansson - 24

domenica 10 gennaio 2010

2010, FEI Show Jumping, Ho Visto in TV la Tappa di Mechelen 2009, Com'è andata a finire? Com'è in classifica Chiaudani?






Nelle foto Eiken Sato, Jessica Kurten e Patrick Mc Entee (Copyright della FEI)



Come disse qualcuno, scusate il ritardo, ogni tanto anch'io vado in ferie. A dire la verità, avevo pensato di vedermi questa puntata in TV durante le ferie, ma lei (la TV) ha detto che le voleva pure lei le ferie e solo oggi è rientrata, cioè ha cominciato a funzionare, vabbè và, bando alle ciance. Mechelen ha una tradizione FEI che risale da decenni, ma è la prima volta che la vedo. Poiché la gara si è svolta il 30 dicembre, spiace un po' che le decorazioni natalizie sono già state tolte da mezzo. Chi non c'era a Mechelen? Causa il lungo elenco degli assenti, faccio prima a dire chi c'era, qualcosa di vecchio e qualcosa di nuovo: Jos Lansink con Va...lentina, Albert Zoer con Okidoki un po' stanco, Christian Ahlman con Taloubet Z (discendente di Baloubet? Boh?), Penelope Leprevost, Kevin Staut, Patrick Mc Entee e pochi altri famosi, anche Chiaudani compreso. Il resto tutti giovani rampanti e con voglia di mettersi in mostra, ma non voglio rovinarvi la sorpresa. Pubblico nordico, siamo in Belgio, molto caloroso, esaltava i cavalieri che facevano netto al percorso base. I Caps volavano come magliette di calciatori dopo aver segnato un gol: probabilmente primo percorso netto in Gran Premio 160 cm, che dite, è giusto fare un giro di campo senza cap? La Rubrica “La Scassacavalli” non andrà in onda perché non si sono visti errori madornali ed il Sindacato dei cavalli ha festeggiato fino a notte tarda. Per la Rubrica “Il Direttore di Campo”, pigliate 'na pasticca per il mal di testa, grosse cattiverie non c'erano, né mi sembra di aver visto ostacoli particolari. Ho trovato interessante il barrage: 1 – 2 linea spezzata, mezza volta, 3, linea spezzata con gabbia (n.4) verticale, un tempo, oxer, dietrofront e qui cominciano “ 'e curv’ ‘a ‘recchian terr’ “ (le curve tanto inclinate con l'orecchio che tocca per terra, alla Valentino Rossi per intenderci). Dopo questo prima curva di questo tipo, galoppata non tanto lunga per oXXXXerone n.5, planata del cavallo tipo aliante che scende in un Canyon, di nuovo curva ‘a ‘recchia n'terr', galoppo abbastanza lungo per verticale n. 6, terza curva 'a ‘recchia ’n terr' e galoppata finale, tanto lunga da non finire mai, oXXXXXXeroneeeee, della serie “fammi vedere con che coraggio lo vai a saltare”. Se fossi stato uno di quei cavalieri, la mia sedia sarebbe morta asfissiata per come stringevano le gambe dalla determinazione, invece le mie ginocchia facevano “Giacomo Giacomo”. Vabbè và, non c'è l'ho la stoffa del campione. I nodi? Si vedono al pettine. Penelope Leprevost accede al barrage, ma qui ci lascia lo zampino. (sesto posto) Meglio di lei Christian Ahlman, già Campione Europeo, qui al quinto posto. Il Trofeo “Non solo bionde” spetta a Pilar Cordon, spagnola, doppio zero e quarta in classifica finale. Terzo Patrick Mc Entee, contrariamente al suo cognome, è beniamino belga (figlio di immigrati?) Quel qualcosa di vecchio cui accennavo, si chiama Libertina, montata da Jessica Kurten, insieme hanno sfiorato la vittoria, io ci avrei scommesso, ma già la girata 2 -3 rivelava il famoso motto “chi va piano, va sano e va lontano”, piano per modo di dire, perché la falcata di Libertina è “...”(di più!). Insomma, secondo posto. E primo? Indizi, non è italiano e perciò non è Chiaudani. Non è né tedesco, né inglese e nemmeno francese. “Vabbè và, vuoi vedere che è Giapponese?” “Come hai fatto ad indovinare?” Se c'è riuscito un Giapponese, non sarà oggi, non sarà domani, ma un italiano, (pausa speranzosa), prima o poi, ...” Insomma, ha vinto Eiken Sato e con "che bel sauro!" Sapete com'è? Alla mia cavalla piacciono i rossi, pardon, i sauri! E poi ha un nome simpatico: Cartoon, come quelli che si vedono per TV! A proposito, e Chiaudani? Ormai, addirittura quarto in Classifica Generale provvisoria e, secondo me, cominciate a prenotare la poltrona per la finalissima FEI World Cup! Dove? Io? A casa mia, davanti alla TV.
.


Result: 1, BV Project Cartoon Z (Eiken Sato) JPN 0/0 38.82; 2, Castle Forbes Libertina (Jessica Kuerten) Irl 0/0 39.31; 3, Ever Mury Marais Z (Patrick McEntee) Bel 0/0 39.78; 4, Herald (Pilar Cordon) Esp 0/0 42.21; 5, Taloubet Z (Christian Ahlmann) Ger 0/4 39.39; 6, Mylors Carthago (Penelope Leprevost) Fra 0/4 40.50; 7, Cicero Van Paemel (Dirk Demeersman) Bel 0/4 43.41; 8, Adamo Van'T Steenputje (Yves Vanderhasselt) Bel 0/8 45.76; 9, Silvana (Kevin Staut) Fra 4/67.55; 10, Quarco de Kerambars (Rik Hemeryck) Bel 4/67.66


FEI WORLD CUP™ JUMPING - Standings after Round 7 at Mechelen, Belgium:
1. Eric Van der Vleuten - 57
2. Pius Schwizer - 48
3. Kevin Staut - 45
4. Natale Chiaudani - 43
5. Rodrigo Pessoa - 41
6. Daniel Etter - 40
7. Michael Whitaker - 39
8. Ludger Beerbaum - 34
9. Marco Kutscher - 34
10. Penelope Leprevost - 32
11. Marcus Ehning - 31
12. Patrice Deleveau - 29
13. Philipp Weishaupt - 29
14. Jessica Kuerten - 28
15. Zoer - 28
16. Dermott Lennon, Ben Maher - 28
18. Patrick McEntee - 26
19. Svante Johansson - 22
20. Daniel Deusser - 22
21. Beat Mandli - 21
22. Eiken Sato - 20

lunedì 21 dicembre 2009

2009, FEI Show Jumping, Olympia Londra, Finalmente Ho Visto in TV Chi Ha Vinto Il Gran Premio. Che Ha Fatto Chiaudani?







(Foto dall'alto in basso. Eric Van Der Vleuten, Cian O'Connor, Ben Maher e Natale Chiaudani).
Finalmente ce l'ho fatta! Cosa? A vedere chi ha vinto il Gran Premio! Perché era così complicato? Perché tra diritti televisivi, FEI, ecc. qualche problemino c'è stato. Inoltre, per il momento credo che sia una caratteristica dell'Olympia di Londra che l'avrà resa più particolare: le gare 160 cm … si fanno tutti i giorni per quasi una settimana ed il Sindacato dei cavalli tace perché Londra è Londra! Pensate che, quando sono riuscito a vedere una sorta di Gran Premio, mi ero convinto di aver visto quello giusto, poi parlando con i miei soliti informatori, l'ordine della classifica tra il primo ed il secondo posto era invertito, eppure i cavalli erano gli stessi. Da qui è partita la mia indagine, sino a quando ho capito che c'erano troppe 160 cm a Londra! E poi la seconda classifica era quella che mi piaceva di più: compariva Natale Chiaudani, un italiano a Londra! Essendo riuscito a vedere un sacco di gare londinesi in TV, vedendo le reazioni dei cavalieri del pubblico, sentendo un po' lo speaker ecc., mi è parso di capire che all'Olympia di Londra è ritornato una sorta di Medioevo: sfide su sfide a cavallo, questa volta senza lance, ma sul filo delle barriere e delle sgroppate, sarà stato il freddo ma quante sgroppate ho visto in tv! A cominciare da Ellen Whitaker davanti ai muri di potenza, qualche sgroppatina la dava Tomboy di Eric Van Der Vleuten, sgroppatine a raffica le dava Le Prestige di S. Louis a Kevin Staut e così via. Come accennavo prima, sicuramente interessante la sfida tra chi vinceva di più tra le tante categorie 160 cm, in particolare tra Tomboy (Eric Van Der Vleuten) e Rancorrado (Cian O'Connor), che in due gare si sono scambiati il primo ed il secondo posto, a mò di rivincita. Un altra sfida mi è sembrata di aver visto tra Sua Maestà Michael Whitaker e l'aspirante al trono Ben Maher, ma gli eredi Whitaker difenderanno il trono? Toma toma, secca secca, ritorna alla ribalta delle cronache sportive Penelope Leprevost, non sarò il primo , ma certamente non l'ultimo, ma sono sicuro che la damigella francese, non sarà oggi, non sarà domani, prenderà il posto della Meredith Michaels Beerbaum nel cuore degli appassionati. Per la Rubrica “Direttori di Campo”, speriamo che quelli Campani non leggano quanto segue: gabbia, tre tempi, ostacolo; oppure, doppia gabbia (due tempi, un tempo), tre tempi ostacolo. Allora ditelo, tra poco in gara troveremo o triple gabbie o, persino, due doppie gabbie alla volta! Idea per un barrage: lasciare un elemento solo di una doppia gabbia ed inventarsi una linea o una girata mozzafiato. Per la rubrica “La Scassacavalli”, per qualche pelo non mi mortificava, minimo una barriera. Quando l'ho vista in sella ad un cavallo nuovo per me, il cavallo mi è piaciuto assai, le barriere non le voleva sfiorare nemmeno con il pensiero e, per farlo capire a lei, le ha dato qualche schienata in parabola, tale da farle perdere assetto e staffe. Un cavallo così non sapeva come trovare scuse per non fare il barrage, tra sgroppate e staffe perse, ha perso … tempo, realizzando quello necessario per fare … penalità sul tempo:”Evviva sono salvo, niente barrage!” avrà nitrito dentro di sé! (tanto chi lo capisce il linguaggio dei nitriti). Questa è da raccontare: un percorso impeccabile che mi stavo ricredendo su di lei, a metà gara, ormai l'errore è sempre lo stesso, per affrontare un oxerone, spinge il cavallo facendogli perdere la possibilità di elevarsi (in gergo si dice ”l'allunga?”) e forse lo mette un po' troppo vicino: “Eccalà”, dico io. Se qualcuno in famiglia mi ha contestato il mio accanimento critico, le ho fatto vedere Penelope Leprevost, come a dire: silenzio parla Agnesi! Per la Rubrica “E gli Italiani?”, io ho visto solo Natale, no babbo, quell'altro, Chiaudani (queste battute mi vengono solo perché è periodo, giuro che da gennaio smetto, a proposito tanti auguri). Dicevo, intanto Natale Chiaudani aveva già fatto un 1ex equo al muro di potenza, qualche volta me l'hanno fatto vedere e qualche volta no. Finalmente oggi sono riuscito a vedere come ha fatto ad arrivare sesto a Londra: mica male. Al barrage, un pizzico di prudenza non è guastato, ormai ha totalizzato 38 punti in classifica generale. L'anno scorso sono serviti meno di trenta punti per qualificarsi alla finale. “Corni e scongiuri, grazie.” Per la Rubrica “I Gufi”, si gufa al percorso base, farlo in barrage non è corretto e perciò Albert Zoer non ci è andato. Una mezza eccezione per Michael Whitaker, che non è stato il più veloce, ma probabilmente l'errore lo avrà demotivato di almeno mezzo centesimo di secondo. In realtà il percorso del vincitore, a questo punto diciamolo, Eric Van Der Vleuten è stato della serie “Meno ti sbatti, meno interrompi, più sembra che vai tranquillo, più vai veloce”, direi elegante e veloce, primo posto meritato. Ci diamo gli auguri?
Roberto Bellotti





Result: 1, VDL Groep Tomboy (Eric Van der Vleuten) Ned 0/0 35.08; 2, Rancorrado (Cian O'Connor) Irl 0/0 35.66; 3, Mylord Carthago (Penelope Leprevost) Fra 0/0 35.97; 4, Robin Hood W (Ben Maher) GBR 0/0 36.07; 5, Carlina (Pius Schwizer) Sui 0/0 36.77; 6, SNAI Seldana di Campalto (Natale Chiaudani) Ita 0/0 37.89; 7, GIG Amai (Michael Whitaker) GBR 0/4 35.16; 8, Saint Amour (Svante Johansson) Swe 0/4 36.34; 9, L'Espoir (Geir Gulliksen) Nor 0/4 37.35; 10, Le Prestige St Lois (Kevin Staut) Fra 0/4 38.06; 11, H&M Actrice (Malin Baryard-Johnsson) Swe 0/8 36.83.
FULL RESULTS at http://eventcontent.hippoonline.de/453/453zeitplanENG.htm


Rolex FEI World Cup™ Jumping - Standings after sixth leg at Olympia, London:
1. Eric Van der Vleuten - 57
2. Pius Schwizer - 48
3. Rodrigo Pessoa - 41
4. Daniel Etter - 40
5. Natale Chiaudani - 38
6. Kevin Staut - 37
7. Ludger Beerbaum - 34
8. Marco Kutscher - 34
9. Marcus Ehning - 31
10. Michael Whitaker - 30
11. Patrice Delaveau - 29
12. Philipp Weishupt - 29
13. Ben Maher - 28
14. Albert Zoer - 26
15. Svante Johannson - 22
16. Daniel Deusser - 22
17. Beat Mandli - 21
18. Penelope Leprevost - 21

2009, FEI Show Jumping, Londra Olympia, in attesa del Gran Premio, chi ha vinto? Ho Visto in TV.


Pelo pelo sono riuscito a non perdere la gara della domenica sera, però ho perso la gara del pomeriggio, spero non sia stata importante, sai che mangiata di mani sennò? Mi è parso di capire che il Gran Premio è … domani! Ed il Sindacato dei cavalli non borbotta: quattro giornate di gare alle massime altezze! L'indoor dell'Olympia di Londra è veramente un indoor, della serie che in campo non c'entra uno spillo oltre gli ostacoli ed il cavallo che gareggia. Molti pilieri sono ridotti a “candele” per non occupare spazio, gli ostacoli di precisione, cioè quelli che hanno fronte stretto, abbondano, se poi il direttore di campo si diverte a mettere triplice ed oxeroni, poi, per recuperare spazio … lo fa con le magie. Non vi descrivo tutto il percorso perché verrebbe il mal di testa a me per primo. Però, vi voglio descrivere la peggiore linea che abbia mai visto in vita mia: Oxerone di quelli speciali, quattro tempi da galoppare parecchio, doppia gabbia di quelle che non si scordano con ingresso di triplice. Se avete un cavallo che non si distende,  fategli fare questo esercizio, poi ci vorrà un anno per riunirlo di nuovo! Strano ma vero, rifiuti davanti a questa triplice sono stati fatti ai migliori cavalieri: Kevin Staut, recente oro ai campionati europei e, udite udite, Nick Skelton! Non si può dire ma però, ma stavolta diciamolo, ma però Skelton montava un cavallino di solo otto anni in una 160 cm, un po' troppo giovane forse. Per la Rubrica “e gli Italiani?” C'era solo Natale Chiaudani (a proposito, tanti auguri di Buon Natale a tutti i lettori), una pelatina ha impedito l'accesso al barrage. Per la Rubrica “La scassacavalli”, questa volta mi stava facendo fare una figuraccia! Pensate che ha trovato un cavallo che, pur di non toccare le barriere, l'ha scaraventata in aria, se l'è tirata sul collo e sibilava “lascia fa a me, che sennò mi faccio male”. Persino il commentatore televisivo mi dava ragione. Rassegnatomi a vederla in barrage, meschino con lei e ringraziato da parte mia, il cronometro sanciva una penalità di fuori tempo: “Evviva il cavallo è salvo!”, ho urlato e gli ho assegnato il 1° premio per il “Santo Cavallo!” Per la Rubrica “Non ci credo ai miei occhi”, della serie 2° posto in classifica Santo Cavallo, un cavaliere non riesce a fare un cambio di galoppo ed il suo cavallo salta un verticale 160 cm, senza fare errori, al trotto! Per la Rubrica “Il sociale siamo noi”, al barrage sono andati solo Robert ed Ellen Whitaker, ma qui, poi, senza fortuna. Che gli Inglesi sono forti in casa, questo lo sapevano, ma è spuntata un armata … Oltre gli inglesi già citati, si sono visti Guy Williams, Robert Smith, Peter Charles, Tim Stockdale, Geoff Billington. Michael Whitaker e Ben Maher, riposavano. Forse erano andati a dirsi due paroline tra chi comanda e chi è suddito. La faccio breve, tanto mi attocca tornare a scrivere di nuovo tra non molto, indovinate chi ha vinto? Indizi: Michel Robert e lo squadrone tedesco non c'erano (a causa della recente Top Ten di Parigi? Chi lo sa). Gli Inglesi sono molto cavalieri, anche se difendono l'onor di patria sino allo stremo, ma davanti ad un amazzone … Non possono essere né Meredith né Jessica, però, comunque una abituata a vincere. Vi arrendete? Penelope Leprevost, sapete? Quella che a Piazza di Siena … ma è storia vecchia ormai ….
Roberto Bellotti

domenica 20 dicembre 2009

2009, Londra Olympia, FEI Show Jumping, in attesa del Gran Premio, Chi ha vinto oggi? Ho visto in TV.







Nelle foto due nuovi beniamini inglesi: Ben Maher


Oggi la TV ha fatto i dispetti: prima mi ha promesso di farmi vedere il Master di Londra, poi ha ripiegato su una banale gara da 160 cm … vabbè và la perdono. Perché ci tenevo a vedere il Master? Innanzi tutto perché è una gara divertente, poi perché mai come quest'anno era un sociale ad inviti: tre concorrenti su sette si chiamavano Whitaker. E poi perché c'era un certo Natale Chiaudani tra gli invitati (invitati per modo di dire, qualificazione sudata), scusate se è poco, gli altri invitati erano Ben Maher, aspirante al trono dei fratelli John e Michael Whitaker, Pius Schwizer che tra poco soprannominerò mister scheggia e, tanto per chiarirci chi c'era tra gli aspiranti Master, la Medaglia d'oro agli Europei proprio in Inghilterra: Kevin Staut. Al posto di Natale, io ci sarei andato sudando un pochettino:” vabbè và tanto è un Master!” Non male come sociale questa formula del Master di Londra, selezionati i cavalieri (quelli che stesso a Londra erano stati i migliori nei giorni precedenti), provate a farlo al vostro maneggio: un percorso di 5 ostacoli, di cui uno è gabbia, per un totale di sei salti. Ogni volta che entra un concorrente, questi sceglie un ostacolo da far alzare di un buco del piliere (a questi livelli, un buco corrisponde a 10 cm). Chi fa netto va al barrage successivo o comunque conduce la classifica provvisoria. Dopo ogni netto, il montepremi aumenta di 500 sterline, quindi tutti fanno il tifo per tutti. Chi fa penalità di qualsiasi tipo, retrocede. Ogni ostacolo non può essere alzato più di due volte (in questo caso max 20 cm). Dopo che tutti sono entrati almeno due volte, parte il barrage definitivo. Loro sono partiti da 150 cm e sono arrivati che tutti gli ostacoli sono alti 170 cm! Si fa così, perché c'è un jackpot da assegnare al vincitore, circa l'80% del montepremi, se ricordo bene. Torniamo al Master: Michael Whitaker non si trova così a suo agio come a Roma (ricordate che vittorie?), qui ha trovato un suddito irriverente, che, per oggi, l'ha detronizzato un pochettino: Ben Maher, si voleva rifare delle delusioni patite all'europeo di Windsor, praticamente in casa. Tanto siamo in un sociale: Ellen Whitaker è terza. Quarto il nostro Buon (pardon!) buon Natale Chiaudani, (tanto gli auguri sono imminenti) e scusate se è poco. Andiamo alla garetta da 160 cm, và! Secondo me, almeno per televisione, non c'è appuntamento indoor più carismatico di quello di Londra, sarà l'aria Natalizia, sarà per quello che ci evoca l'Inghilterra, sarà per i suoi eroi equestri imbattibili per anni: insomma l'indoor di Londra, per me è “L'INDOOR”. In mezzo al campo abbondano decori, pilieri ed ostacoli a tema natalizio. Quest'anno non ho ancora visto, come pilieri, le famose cabine telefoniche rosse: aria di crisi? Perché ci tengo a parlare della 160 cm? Perché anche qui, più per difendere i colori della Patria, un altro suddito inglese si è messo in mostra e risponde al nome di Guy Williams. Diciamo la verità, poco cavaliere, non ha voluto sapere niente del sesso debole e ha lasciato dietro Christina Liebherr, ritrovata in ottima forma con un ottimo Robin Hood.
Roberto Bellotti

venerdì 18 dicembre 2009

2009, FEI Show Jumping, Londra Olympia, Gara del muro di Potenza: A quanto è arrivato il Muro? Chi Ha Vinto? Ho visto in TV.


Finalmente ho rivisto un cavallo in TV! E c'era persino un italiano! Forse Londra è la sede più carismatica degli indoor della FEI Show Jumping, sarà il clima natalizio, sarà grazie ai suoi talentuosi Whitaker (neanche più generazione: dinastia!) e Nick Skelton, sarà per quel che volete voi, ma lo è! Non sempre riesco a vedere l'Olympia di Londra, che sta agli inglesi come Fieracavalli sta agli italiani. Quest'anno sono riuscito già a vedere la gara del Muro di Potenza. Spero di vedere domani il Master di Londra, gara molto caratteristica, e Domenica spero di vedere addirittura il Gran Premio: e vai! Il muro indoor è un po’ più difficile del muro all'aperto, almeno così dicono, sai com'è? Non l'ho mai provato (né indoor, né open!). Quello che è emozionante, è veder crescere quel muro sino a diventare imponente. Le mie gambe battono i talloni a terra, assieme a quelle del cavaliere che sta saltando e, d'istinto, salto dalla mia poltrone, come se il salto lo facessi io. E poi risprofondo tra i soffici cuscini, invece di una tosta sella! Qualche volta ce la faccio a saltare il muro e qualche volta no. Pazienza, adesso entra il prossimo binomio e ci riprovo, sembra che sto giocando con il game boy! Siamo seri và! Non so voi, ma non mi ricordavo di aver mai visto donne che saltano il Muro di Potenza, questa volta ho visto una Ellen Whitaker (della dinastia di cui sopra) e Penelope Leprevost, per cui, ai miei occhi, è stato abbattuto un'altro pregiudizio a favore del sesso femminile. Poteva mancare Michael Whitaker, dopo la vittoria del Muro di Potenza a Roma? Ma il cavallo non era lo stesso. Al terzo Whitaker (Robert), mio figlio dice "Papà, questo è sociale, vedi che ti dico. Tutti 'sti Whitaker ... " Un altro inglese, William Guy è autorizzato a partecipare al sociale “acc! Che sto' a dì, mi sto lasciando influenzare!” Classici rivali equestri degli inglesi sono gli irlandesi, sotto questa bandiera si presentano il più noto Cian O'Connor ed uno, che io ho visto meno, Billy Twomey. Un unico binomio da Gran Premio Geir Gulliksen con L'Espoir. L'Italiano? Natale Chiaudani con Vigaro Z! Cominciamo a dare i premi: Premio coraggio ad Ellen Whitaker, montava una grigia che sgroppava ad ogni tempo di galoppo, neanche stesse ad un rodeo! Bene, con questa cavalla, riusciva a mettere la distanza per saltare un muro che cresceva man mano. A Natale Chiaudani diamo comunque il premio per l'assetto sulla parabola, ma non è finita qui. Commento personale, questa volta il Direttore di Campo ha esagerato un poco, sopravvalutando i binomi. Dopo aver visto le donne volare sopra i 205 cm (2 metri e 05 cm, è passato direttamente a 2 metri e 15 cm. Secondo me troppi e difatti non riuscendoci le donne, volete mai che ci riescano gli uomini? Conclusione: è la prima volta che vedo cinque ex-equo al barrage di un muro di potenza. Scusi buon uomo e chi sono? Quelli della foto? Da sinistra a destra Natale Chiaudani, Michael Whitaker, Ellen Whitaker, Cian O'Connor e Penelope Leprevost.
Roberto Bellotti

giovedì 3 dicembre 2009

2009, Global Champions Tour, Com'é andata? Chi ha vinto la Finale? Ho Visto in TV (eh Finalmente!)

Da




Dal Global Champions Tour, per come la vedo io, è come se fosse la World Cup disputata open, outdoor, all'aperto, insomma. Ha il vantaggio che i posti sono più spettacolari (per es. Valkenswaard), e non solo secondo me, ma sono più suggestivi: bella forza, si cerca di evitare l'inverno e le stagioni di pioggia! Quello che sono riuscito a vedere, è stato il riepilogo di tutte le puntate, pardon mica è un serial?, dicevo dire le tappe precedenti. In questo articolo, voglio parlare un po' a ruota sciolta, per riassumere due sole tappe, quella di Rio de Janeiro e quella della finale a Doha, nel Qatar. Perché quella di Rio? A parte perché è la prima volta che ho visto Rio per televisione, a parte che è la prima volta che ho visto Eric Lamaze perdere al barrage nonostante netto, della serie il binomio con la Medaglia d'oro olimpica di Pechino ancora al collo, cioè quello che ha persino vinto la Top Ten di Zurigo, battendo sul tempo fior di binomi, ma procediamo con calma, c'é ancora un altro motivo per cui mi è piaciuta la tappa di Rio, però a che vedere con chi ha battuto il binomio di sopra …. Ci sarebbe un altro motivo ma gira e rigira, il motivo è sempre lo stesso: “Scusi, buon uomo, si spieghi meglio.” dico“Rio de Janeiro ha portato fortuna all'Italia” “e cioè?” Il binomio, che ha battuto quella sorta di tornado della Top Ten, è italiano!” “Davvero? Scusi, buon uomo, non faccia il difficile, e chi è?” Nota del Redattore: non mi ricordo da quanti anni un italiano non vinceva un Gran Premio importante, l'ultimo che mi viene in mente è Arnaldo Bologni al Gran Premio di Piazza di Siena con My Day, ma quanti anni fa? Bene, azzerate tutto, anno di Grazia Dei 2009, un italiano ha vinto un Gran Premio e persino fuori Italia, appunto a Rio e questi è Gianni Govoni! In realtà la notizia l'avevo già pubblicata quest'estate,, ma mi faceva piacere ritornarci sopra. Sarò breve, vado subito alla Finale, però vado a redine sciolta, com'é quella categoria di Salto Ostacoli? Ah sì, a libera scelta del percorso, appunto. Voglio cominciare da che cosa mi ha impressionato di più: il montepremi del vincitore! Vale a dire? 300.000 penso dollari, perché gli euro valgono un po' di più. Al secondo classificato, per soli 10 centesimi di secondo, appena appena 120.000 mancanti, ripeto mancanti, vale a dire 180.000 ! Dico per soli 10 centesimi di secondo. Per queste cifre, non è che volete fare un pensierino pure voi? Ripresomi dallo shock del montepremi (quanti anni di stipendio mi ci vorranno? Di quanti anni devo rinviare la pensione?), vengo a dirvi che a Doha, ho visto una Arena niente male. Che ha di caratteristico? Se non stai attento, non ti da punti di riferimento, niente lati lunghi, niente lati corti, chissà da che parte è la porta e così via …. “scusi buon uomo, oggi proprio non ..., ma com'è fatto 'sto campo senza lati corti e lunghi?” “'A Verità?” É la prima volta che vedo (ignoranza mia?) un campo “tondo”, invece di parlare di lunghezza per larghezza, qua si parlava di raggio per pi greco! I cavalieri in campo, invece di contare le distanze tra un salto e l'altro, avevano portato il goniometro … sai com'è? Invece delle linee spezzate, i cavalli saltavano in circolo …. “Scusi buon uomo, oggi non è la sua giornata, faccia presto: Chi ha vinto?” Michel Robert.
  (nella foto)

domenica 22 novembre 2009

2009, Novembre, Stoccarda, FEI World Cup Jumping, V Tappa, Ma Chi Poteva Mai Vincere? Ho Visto in TV.



(nella foto Carsten-Otto Nagel)




(Nella foto Michel Robert)


( Ludger Beerbaum nella foto)



Al momento, non mi ricordo di aver mai commentato la tappa di Stoccarda. Da sparute informazioni che trapelano qua e là, probabilmente a Stoccarda, c’era la festa nella festa: la tappa FEI e il Master, un po’ quello che in Italia si fa a Bologna “… ahem ahem”. Per quanto la televisione abbia fatto vedere un impianto indoor enorme , ho l’impressione che fosse più grande del nuovo indoor di Verona; comunque il campo gara non mi sembrava altrettanto grande e, delusione!, il colore della sabbia: la stessa del mare! ‘Sti Tedeschi spilorci! (nella foto Carsten-Otto Nagel) Sarò rapido, comincio subito con la Rubrica dedicata ai Direttori di Campo (ed anche per noi, sai mai, per allenarci!): N.ro 1, sotto le tribune, quasi alla fine del lato lungo, a galoppo destro, verticale, una sorta di cambiamento a mezza volta, n.ro 2, oxer, che immette su una linea spezzata che conduceva sotto le tribune, a galoppo sinistro, oxer su fosso, linea spezzata a cercare un verticale n. 3, poco dopo l’inizio del lato corto e scostato dalle tribune, sulla traiettoria dava fastidio l’ostacolo n. 8. Diagonale, sempre al galoppo sinistro, oxer bianco n. 4, linea spezzata a galoppo destro, per una dirittura (parallela al n.1) 5, verticale bianco di tavole a fronte stretto (quasi quasi più alto che largo), opzione 4 o 5 tempi, oxer n.6, arancione con piante a simulare una siepe. Lato corto per un cambiamento diagonale che ti immetteva su una doppia gabbia (n. 7) da strage: verticale, un tempo, oxer, un tempo, oxer. C’è stato chi si è ritirato dopo aver fatto cadere una barriera per ogni elemento. Quindi, sopravvissuti alla doppia gabbia, diritto diritto ti aspettava l’8, verticale, per aiutarti a rientrare prima delle tribune. Un lato troppo corto per pigliare fiato, ma se solo sapevi cosa ti aspettava, ti predisponevi all’apnea: all’inizio del lato lungo, triplice n. 9, chissà se sei tempi ti bastavano per riprendere un cavallo sbilanciato (ti dovevano bastare per forza!) per una gabbia n. 10, ingresso di Largo, ma largo assai, e verticale. E per finire? Se ancora ti era rimasto fiato, sul lato corto, staccato dalle tribune, ti aspettava l’11, verticale su fosso, con il fosso “dietro” al verticale, errorabile quasi quanto la doppia gabbia: se ne sono viste di “mangiate di mani” per aver passato indenni la doppia gabbia e sbagliato l’ultimo ostacolo! Non c’è stata la stessa ecatombe di Verona (eliminati e ritirati) e di fatti al barrage sono andati una decina. Per la rubrica “La Scassacavalli”, il cavallo di punta ha chiarito subito le idee: errore al numero 2: raggiunta subito la quiete! Per la rubrica “I grandi assenti”, tranne i francesi, sono scomparsi tutti i ricambi generazionali, sai com’è? Siamo al Master di Germania! Il premio credo che vada agli Inglesi, o non c’erano o la televisione li ha snobbati. Per la rubrica che negli anni passati ebbe tanto successo “La sfida tra le bionde Jessica e Meredith”, non si è vista né l’una né l’altra. Meredith non si è vista nemmeno a Copenaghen per ritirare il premio “Miglior Cavaliere dell’anno”. Scarseggiando le rubriche, andiamo al Barrage! Vorrei dire “quasi un barrage degno di tale nome”. Quasi, perché non è ancora come piace a me, però tra girate non proprio mozzafiato e linee lunghe per chi volesse tirare la gara, un po’ di batticuore c’è stato. Della serie “il fiato sul collo” c’è l’avevano i primi ad entrare (per forza, vedi chi c’è dopo!), da spregiudicati, giravano troppo stretto per affrontare l’ingresso di gabbia. Finalmente si vedono arrivare i netti: comincia per primo Carsten-Otto Nagel, poi quello che avrebbe dovuto fare il Gufo. In realtà, ha preferito essere veloce e preciso, da Campione! Di solito il Gufo lo fa chi sa di non essere il più rapido. Dopo ovazione da stadio, brivido sulle tribune: entra la medaglia d’oro agli europei, Kevin Staut, ma questa volta il tempo impiegato dal Campione, non è pane per i suoi denti. Entra Pius Schwitzer, ma niente da fare. Un altro brivido percorre la tribuna tedesca, chi sta per entrare in campo? Il Veterano dei Veterani, un altro Campione per antonomasia, quando a cavallo l’esperienza conta e non è un optional: Michel Robert! Veloce il transalpino, toglie un tempo qua e là, dritto per la sua strada, girate al volo, ma tiranno il cronometro: secondo! (Nella foto Michel Robert) Indizi per indovinare il nome del Campione: sesso maschile, praticamente gareggiava in casa, riuscire a tenere testa a Michel Robert, che altro devo aggiungere? Vabbè và: Ludger Beerbaum! (Nella foto) Sotto al sole? Niente di nuovo.

Roberto Bellotti

martedì 10 novembre 2009

2009, FEI World Cup Jumping, La Tappa di Verona, Qualcosa di vecchio e qualcosa di nuovo sotto al sole! Ho visto in TV.




Nelle foto Michel Whitaker, Gilbert Bockmann, Kevin Staut e Ntale Chiaudani.


Quest’anno non mi è andata bene con Verona, ho dovuto interrompere una serie continua di presenze alla Fieracavalli, che durava da una decina di anni. Sicuramente mi sono perso qualche novità: per es., sono sicuro che hanno svolto l’edizione della FEI in un padiglione diverso, ne sono convinto perché per TV non si sono visti i soliti pilastri che impedivano una visuale completa di tutto campo (finalmente!), più volte mi era capitato di perdere salti emozionanti ed importanti e dover chiedermi “che sarà mai successo?” Quest’anno facciamo i complimenti anche alla regia televisiva, magari sarà stata sempre la stessa, ma 1) di solito vedevo il gran premio dagli spalti, 2) non ha avuto nulla da invidiare alle riprese fatte in altre tappe e nazioni. Il rischio di descrivere la Fieracavalli a chi la conosce meglio di me, mi costringe a limitarmi nel dire una sola parola a chi non la conosce: Andateci! Per la rubrica dedicata ai Direttori di Campo, della serie pigliate una pasticca per il mal di testa (in alternativa, pigliamo spunti per allenarci a casa, sai mai ….) anticipo prima alcuni dettagli. L’Associazione a delinquere Conrad Holmfeld e Frank Rothenberger ha mietuto tante di quelle vittime da considerare la tappa di Verona una vera e propria ecatombe! Ho visto fior di campioni uscire con tante di quelle penalità in questo unico percorso, che ci vorranno decine di concorsi per eguagliarne altrettante! Finché un percorso è ostico, che un campione ci esca con 4 o 8 penalità, può sempre succedere, qui parliamo di vincitori di Gran Premi che sono usciti dal campo con 16 penalità e magari con occhi gonfi (botte da orbi). Eppure, sulla carta, il percorso non sembrava così ostico, quello che a me è sembrato il nuovo indoor di Verona, mi dava l’impressione di essere sufficientemente grande, azzardo una misura ad occhio: 60 x - 80? Perché questa strage? Velocemente, n.1, quasi un cambiamento trasversale con ricezione al galoppo destro, linea spezzata, nove falcate, con il n. 2 oxer di fronte alla porta, dietrofront a galoppo sinistro per un oxer su fosso spalle alla porta … e qui già giù parecchie barriere cadute, forse il secondo ostacolo più errorabile del percorso. Ricezione sinistra per un cambiamento trasversale ostacoli 4 e 5, dove parecchi binomi sono arrivati male scontando lo sforzo fatto all’ostacolo 3. Dopo il 5, al galoppo destro, una sorta di cambiamento a mezza volta eseguito alla fine del lato corto per il n. 6, quindi ricezione sinistra, quasi entrare nell’angolo, per una gabbia (n. 7) sotto le tribune, quattro tempi in linea spezzata per un verticale (n. 8) scostato dalla porta (tentazione di uscire?). Se il cavallo aveva ancora voglia di saltare, l’attendeva una linea diagonale n. 9 e 10 sufficientemente errorabile (come la 4 – 5), ricezione destra, linea spezzata per un oxerone n. 11, da farci una casa dentro, o meglio, sotto le barriere, per come era imponente. Dopo questo oxer, un cavallo ha fatto persino una piroetta, senza neanche sapere che l’aspettava (o l’aveva già capito?) Il 12, l’ostacolo ecatombe: la doppia gabbia sotto le tribune! Ingresso di verticale bianco e qualche altro colore, un tempo, oxer, un quasi rustico chiaro, un tempo verticale e, per finire, quattro tempi oxer con primo elemento tavolina che nascondeva la barriera del secondo elemento dell’oxer stesso (il n. 13). Solo per descrivere questo percorso, … ho sudato, figuratevi chi l’ha fatto. La cronaca specialistica narra mai tanti ritirati ad un gran premio come a Verona, chiaramente dopo una fermata dentro la doppia gabbia e, cosa insolita ma facilmente spiegabile, tranne gli italiani, gli altri ritirati non hanno nemmeno “ritentato” la doppia gabbia. Per la rubrica “Le vittime illustri”, per una penalità fuori tempo, Marcus Ehning e Pius Schwitzer, il che è quanto dire. Per la rubrica “La Scassacavalli”, il solito errore davanti ad un oxer, in questo modo il cavallo si è salvato il barrage (ma lo facesse apposta?Il cavallo, non lei). Che c’è stato di “nuovo” a Verona? Credo di aver avuto conferma del ricambio generazione o almeno di protagonisti a livello di FEI World Cup. Non si sono visti i vari Michel Robert, Roger Yves Bost, Nick Skelton, ormai sempre assente Meredith (già qualificata alla finale?) ecc. Però, mi sento di affermare, per es., che la Francia era quasi al gran completo con i binomi del futuro, Kevin Staut in testa (campione europeo in carica), Anciaume, ecc. a finire ad un Simon Delestre che, secondo me, farà parlare spesso di sé. Il quasi è riferito all’assente Penelope Leprevost, probabilmente senza cavallo al momento. Nomi sempre più nuovi in Olanda e Germania, oltre ai soliti Beerbaum, Kutscher, Zoer, ecc. Cito per es., Eric Van Der Vleuten ed Otto Carsten Nagel. L’Irlanda è sempre più presente, da Cian O’Connor a Cameron Hanley. Si fanno sempre più notare Geir Gulliksen e Svante Johansson. Vabbè và, cerchiamo di finire la cronaca, chi è sopravvissuto all’ecatombe? Per la Germania un cavaliere dal Cap antico, della serie quando non è il vestito che fa il monaco, Gilbert Bockmann (chiedo scusa per la mia ignoranza, ma credo di averlo visto per la prima volta). Mi è piaciuto il suo stile di monta, non mi sembrava per niente a disagio fra quelle altezze e le insidie del percorso. Per l’Inghilterra il “solito” Michael Whitaker, che ha dimostrato quanta esperienza e classe abbia: dopo aver passato indenne la doppia gabbia, nella linea finale il cavallo, probabilmente stanco, stava sbandando per rifiutare l’ostacolo finale! Grinta, sgambata e occhio alla distanza e, voilà, indenne anche l’ultimo salto! Per la Francia, sebbene non scontato dato gli accessi negati agli ultimi tre barrages, Kevin Staut, oro Europeo. Per l’Olanda, come dicevasi sopra, Eric Van Der Vleuten con un TomBoy molto collaborante. E Per l’Italia? Tranquilli, all’ecatombe ne è sopravvissuto almeno uno: Natale Chiaudani, credo che ormai sia il leader indiscusso del Team Italia. Aggiungo che, senza i suoi soliti occhiali, finalmente vedo la grinta e la sua voglia di combattere. Avanti fatevi sotto, chi potrebbe mai aver vinto? Fuori i pronostici! Scusi, buon uomo, ma sotto al sole? Niente di nuovo: Michael Whitaker.
Roberto Bellotti




Ti potrebbe interessare anche

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Condividi Ora con i tuoi Amici