domenica 26 aprile 2009

2009, Horse Factor (parte prima): un successo annunciato o un fiasco? Che cos’è? Il programma e gli obiettivi.

(Nella foto: Rodrigo Pessoa su Rufus a Las Vegas 2009, foto di Kit Houghton)

Horse Factor, era da un po’ che ne sentivo parlare, mi domandavo cosa fosse. Leggendolo, mi sono posto qualche domanda e volevo sapere la vostra opinione. Cominciamo da capo: innanzi tutto non è una trasmissione televisiva e questo, secondo me, è un peccato.
E’ una nuova categoria di Salto Ostacoli, una specie di campionato, nel quale si procede per selezione o qualificazione. Le tappe principali dovrebbero essere tre, una specie di selezione iniziale che si svolgerà in tre luoghi diversi, diciamo nord, centro e sud, le isole stanno con il centro o con il sud? Pare che questa scelta sia a discrezione degli aspiranti alla semifinale. Certo, se ti proponi in una zona, non ti puoi sottoporre ad un’altra selezione zonale. Per caso conti sulla confusione per il superafflusso? Non lo so….La parola selezione pare brutta, allora da buoni italiani esterofili, con la pia illusione che la TV s’interesserà di noi, gli organizzatori hanno deciso di usare il termine Casting, che starebbe per indicare formazione del Cast, cioè del gruppo….di aspiranti alla semifinale.
La tappa successiva già si chiama Semifinale (evviva, si ritorna all’italiano) e verrebbe svolta a luglio. Dopo di ciò, a settembre, sempre con il condizionale, si svolgerebbe la finale. Di questo passo, di grazia, …e la premiazione? Non abbiate fretta, ci vuole un palcoscenico adatto, va bene la Fieracavalli di Verona? Cominciamo dalla fine, il luogo mi piace, la distanza temporale dalla fine della gara, un po’ meno, cioè vinci, torni a casa e ti domandano: “Hai vinto?” ”Sì!” “…E la coppa dov’è?” “La ritiro tra un mese….” “Ah vabè, sai com’è, con questa crisi, m’ero preoccupato…”
Per partecipare, iscrizioni aperte a tutti, però non devi avere meno di ….il minimo non si sa, anche i sei anni? Però al massimo devi avere 25 anni, io ne ho il doppio….non ce la faccio a nascondere gli anni….peccato!
Il candidato può o deve avere esperienza?
Deve aver fatto gare dalla 115 cm di altezza alla 135 cm (…quest’ultima, non è mica poco….)
Il tutto attestato o dalla patente LISE o da quella FISE (per chi non sapesse il significato delle sigle, do qualche spiegazione tra le righe a fine articolo), idonee per quelle altezze.
Parrebbe, sempre al condizionale, che la gara è divisa in due manche, la prima denominata “Prix Caprilli”, la seconda manche 115 equitation…e qui qualche spiegazione la dobbiamo dare…
Caprilli è quello che ha inventato il primo metodo di monta naturale, per giunta italiano. Penso di non sbagliare nel dire che il suo principio era: lascia il cavallo nel suo equilibrio maturale e lascialo saltare. Si fece notare la prima volta, mentre partecipava ad una caccia alla volpe, perché in scioltezza, saltava steccati da 140 cm di altezza….e come fuieva (scappava) quella volpe per non farsi prendere….
Con il suo metodo di equilibrio naturale del cavallo, credo di poter affermare che ispirò la nascita della categoria di potenza a Roma: (non mi ricordo se lui o un suo allievo protagonista), comunque, ad ogni modo, siccome il Duce non aveva voglia di uscire di casa, gli costruirono un ostacolo più di due metri di altezza sotto la sua famosa finestra ed il metodo caprilliano fu il primo a superare quell’altezza!
Il Prix Caprilli, stranamente, non so se tutt’ora, già da anni esiste in tutto il mondo. Mi sembra di ricordare un articolo in cui famosi campioni equestri, invece di portare i loro puledri, decisero di portare ai Concorsi Ippici, i loro figli sui pony e queste Prix Caprilliane erano le loro prime gare. Siccome poi, un anno particolare, le vinse sempre lo stesso bambino, gli altri non ci vollero andare più, così i figli degli altri campioni non li abbiamo visti più, cambiando attività. Come si chiamava quel bambino? Ah! Dimenticavo…Rodrigo Pessoa, che per fargli dimenticare quel pony, il suo cavallo Baloubet du Rouet ha dovuto vincere diverse gare e finali di FEI World Cup!
Nel Prix Caprilliano, in sostanza, si deve dimostrare l’affiatamento del binomio tra movimenti di maneggio (partenze al galoppo, alt, circoli, ecc) e dimestichezza con barriere a terra ed ostacoli bassi (spiegarvi tutta la prova, mi scoccia un po’).
La seconda categoria è denominata 115 Equitation, di nuovo termini stranieri per cose inventate da noi e mi spiego: 115 sta per l’altezza degli ostacoli che compongono un percorso da superare. Equitation vuol dire che: questi ostacoli, li devi superare dimostrando stile, affiatamento, equilibrio, ecc, secondo la valutazione di una giuria, la quale deve usare …”criteri” Caprilliani (usciamo dall’Italia per importare Equitation e torniamo per dire Caprilli). Tenete presente che un premio Caprilli, una sorta di Equitation 155 cm, è stata vinta proprio da Rodrigo Pessoa a Verona Fieracavalli, all’incirca meno quasi, 10 anni fa.
Voi che ne pensate di questo Horse Factor? Lasciatemi un messaggio in bacheca, qui o su Facebook, intanto incomincio a dire che mettere a confronto chi ha esperienze limitate in 115 con chi ha esperienza “massimale” (135 cm è una Signora categoria!), non lo vedo molto per la quale.
Che futuro agonistico può avere un/una 25enne che ancora fa 115 cm di altezza al confronto di un 16enne che, magari, glielo devi impedire di saltare più alto di 135 cm?
Non ho parlato con gli organizzatori, sulla falsariga del “basta che se ne parli…”, comunque a loro dovrebbe far piacere questo mio intervento (Per caso, non ho attirato la vostra curiosità di ignari?).
Horse Factor dovrebbe essere organizzata dalla Lega Italiana Sport Equestri, al momento sorella anagraficamente minore e disconosciuta dalla Federazione Italiana Sport Equestri.
Perché ho usato continuamente il condizionale? Così mi andava…..
Roberto Bellotti

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